Perché il kimono BJJ non è un kimono qualsiasi
Il kimono da Brazilian Jiu Jitsu, spesso chiamato Gi, deve resistere a trazioni continue, prese sul bavero, tirate sulle maniche e sfregamenti a terra. Per questo non va scelto come un semplice capo sportivo. Un kimono troppo largo offre prese facili all’avversario, mentre uno troppo stretto limita spalle, anche e movimenti di guardia.
La scelta dipende da taglia, vestibilità, grammatura, rinforzi e frequenza di allenamento. Chi inizia può pensare che tutti i kimono siano simili, ma dopo poche lezioni capisce quanto il taglio incida sulla comodità. Un buon Gi deve permettere di muoversi, ma anche mantenere una struttura compatta durante il rolling.
Per chi sta costruendo l’attrezzatura di base, la categoria kimono da BJJ è il punto di partenza naturale. La scelta va poi adattata alla corporatura e allo stile di allenamento.
Come scegliere la taglia
La taglia del kimono deve seguire altezza, peso e proporzioni del corpo. Due atleti con lo stesso peso possono avere busto, gambe e braccia molto diversi, quindi la tabella taglie è una base, non l’unico criterio. Il Gi deve chiudersi bene sul busto, lasciare libertà alle spalle e non avere maniche o pantaloni eccessivamente lunghi.
Quando provi un kimono, controlla la lunghezza delle maniche con le braccia distese e poi piegate. Le maniche non devono salire troppo, ma non devono nemmeno coprire la mano. I pantaloni devono permettere guardia, ginocchia al petto e passaggi di posizione senza tirare in modo eccessivo.
È importante considerare anche il possibile restringimento dopo i primi lavaggi. Seguire le istruzioni del produttore aiuta a mantenere la taglia corretta nel tempo. Lavaggi troppo caldi o asciugatura aggressiva possono modificare la vestibilità, soprattutto nei modelli in cotone.
Grammatura e uso in allenamento
La grammatura indica il peso e la densità del tessuto. Un kimono più leggero può essere comodo nei mesi caldi e nelle sessioni lunghe, mentre un tessuto più robusto offre una sensazione più strutturata e spesso maggiore resistenza alle prese. Non esiste una scelta migliore in assoluto: dipende da clima, frequenza di allenamento e preferenze personali.
Per un principiante, un Gi equilibrato è spesso la scelta più sensata. Troppo pesante può risultare faticoso, troppo leggero può dare una sensazione meno protettiva. L’obiettivo è avere un kimono che non diventi un ostacolo durante le prime fasi di apprendimento.
Chi alterna Gi e No-Gi può completare l’attrezzatura con rashguard e pantaloni a compressione, utili per allenamenti senza kimono o da indossare sotto il Gi. Questa combinazione può migliorare comfort e gestione dello sfregamento.
Vestibilità: slim, regolare o più ampia
Una vestibilità più aderente riduce le prese disponibili all’avversario, ma non deve bloccare la mobilità. Una vestibilità più ampia può essere più confortevole all’inizio, ma diventa meno efficiente se lascia troppo tessuto. La soluzione migliore è una calzata regolare, compatta e adatta alla propria struttura.
Le spalle devono muoversi liberamente quando porti le braccia avanti, spingi o lavori in difesa. Il bavero deve restare solido senza aprirsi subito, mentre la giacca deve chiudersi in modo naturale sotto la cintura. Se il kimono si apre continuamente, può essere un problema di taglia, taglio o modo in cui viene legata la cintura.
La vestibilità corretta si capisce meglio sul tatami che davanti allo specchio. Prova movimenti di guardia, passaggi, ponti e rotazioni. Se il tessuto tira sempre nello stesso punto, la taglia o il taglio non sono ideali.
Kimono per principianti e per allenamento frequente
Chi si allena una o due volte a settimana può scegliere un Gi semplice, resistente e facile da lavare. Chi si allena più spesso dovrebbe considerare anche la velocità di asciugatura e la possibilità di alternare due kimono. Allenarsi con un Gi sempre pulito e asciutto è una questione di igiene e rispetto per i compagni.
Per il principiante è utile evitare scelte estreme. Un modello troppo tecnico o troppo rigido può non essere necessario. Meglio concentrarsi su taglia corretta, cuciture solide, comfort e manutenzione semplice.
Se l’obiettivo è integrare il BJJ con MMA o grappling, può essere utile leggere anche la guida sul Brazilian Jiu Jitsu per iniziare, così da capire meglio quando usare Gi, No-Gi e abbigliamento tecnico.
Conclusione
Scegliere un kimono BJJ significa trovare equilibrio tra resistenza, vestibilità e libertà di movimento. La taglia deve seguire il corpo, la grammatura deve essere coerente con l’uso e il taglio deve permettere di allenarsi senza distrazioni.
Per altri approfondimenti su BJJ, grappling e abbigliamento tecnico, puoi consultare le guide del blog Ventura.
FAQ
Il kimono BJJ deve essere aderente?
Sì, ma non deve bloccare i movimenti. Una vestibilità compatta riduce le prese, ma spalle e anche devono restare libere.
Un kimono pesante è sempre migliore?
No. Un tessuto robusto può essere resistente, ma per molti principianti un Gi equilibrato è più comodo e gestibile.
Il kimono si restringe dopo il lavaggio?
Può succedere, soprattutto con cotone e lavaggi caldi. Seguire le istruzioni di lavaggio aiuta a mantenere la vestibilità.
Posso usare il kimono anche per Judo?
Meglio usare un kimono specifico per la disciplina praticata, perché taglio, vestibilità e resistenza sono pensati per usi diversi.
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